Non possiamo più permetterci di vivere in un mondo ingiusto e violento.
Il giorno in cui si iniziasse a mettere in pratica la Dichiarazione universale dei Diritti Umani, ci ritroveremo in un mondo che finalmente può incominciare a progettare il proprio futuro, anziché come sta succedendo, la propria autodistruzione.”
["Buskashì" Gino Strada, 2003]

Il mio percorso di studi e le mie esperienze “informali” mi hanno permesso di osservare con uno sguardo critico e disincantato il modello di progresso dominante, e mi hanno consentito di prendere coscienza dell’esistenza di un legame indissolubile tra diritti e doveri dell’individuo nella realizzazione del suo essere “animale politico”.
La mia formazione, in parte umanistica (ho conseguito la maturità classica), in parte giuridica (sono laureanda in Scienze Politiche, indirizzo amministrativo con la tesi “I nuovi diritti fondamentali: il diritto ad un ambiente salubre”), costituisce il presupposto essenziale per lo sviluppo di un’attenzione particolare alla convivenza civile.
Il mio impegno sociale è ispirato ai principi di universalità, responsabilità e partecipazione, ed è espressione dei valori dell’accoglienza, della condivisione e della solidarietà.
La partecipazione nel 2004 ad una serie di conferenze sulla promozione dei diritti umani e sulla cooperazione allo sviluppo costituì l’elemento oggettivo, o forse è meglio definirlo l’evento concreto, che, riaccendendo la mia curiosità per la “comunicazione interculturale“, mi ha spinto a frequentare il corso di formazione IFTS per “tecnico esperto in mediazione e accoglienza“, e mi ha incoraggiato a tentare di intraprendere la strada della “professionalizzazione” del mio interesse per la tematica dei diritti umani.
Probabilmente, sarei giunta allo stesso bivio e avrei fatto la stessa scelta anche seguendo itinerari differenti.
Durante il tirocinio presso l’Assesorato alle politiche sociali di Quartu sant’Elena, ho avuto la possibilità di poter approfondire questioni e problematiche legate all’esclusione sociale e all’immigrazione in Sardegna.
Nel gennaio 2007, ho iniziato a collaborare come mediatrice linguistico culturale presso il centro di ascolto per gli stranieri Caritas di Cagliari, cogliendo l’opportunità di migliorare le conoscenze e le competenze possedute e di acquisirne di nuove attraverso le attività concrete di orientamento e accompagnamento degli stranieri all’inte(g)razione.
Ho continuato ad interessarmi del problema dell’esclusione sociale e delle vecchie e nuove povertà collaborando con la Caritas alla progettazione per il Servizio Civile Nazionale.
Dal gennaio 2008, collaboro con la Provincia di Cagliari ad un’indagine sulle povertà delle donne, occupandomi in particolare di intervistare donne immigrate presenti sul territorio della provincia.
Dall’aprile 2008, frequento il corso Regionale di Secondo Livello, realizzato dalla Regione Sardegna, per Mediatori di Pace, al fine di rendere la mia formazione di mediatrice più specifica nel settore della risoluzione costruttiva dei conflitti e della cooperazione allo sviluppo.